1 - Il tuo primo ricordo legato alla cucina?

Quando mia nonna faceva il budino. Ovviamente non quello nelle buste, ma quello preparato con la sua ricetta, con latte e cioccolato. Sempre a occhio, senza mai prendere nessuna misura. Io osservavo rapita i suoi gesti e la sicurezza con cui si muoveva in cucina.

2 - Quando hai deciso di aprire un blog e quando ne hai fatto una professione?

I miei amici mi chiedevano spesso le ricette dei miei dolci e io facevo sempre molta fatica a mandargliele, non tanto perché fossi gelosa delle ricette, ma semplicemente perché troppo spesso erano scritte su post-it, su quadernini che scomparivano misteriosamente, ecc... Diciamo che il blog mi è servito principalmente per mettere un po' di ordine, non pensavo che qualcuno – oltre alla mia schiera di amici – lo leggesse davvero. In realtà poi loro si sono passati il link, le ricette venivano davvero bene e allora è girata la voce, è iniziata proprio così. Con il tempo ho iniziato a collaborare con dei brand e ho capito che avrebbe potuto essere un vero lavoro. Ma non ho iniziato pensando di trovarmi un lavoro, era davvero solo per passione. Ora è certamente diventato un lavoro che occupa la maggior parte della mia giornata, ma è rimasta anche la passione.

3 - Quali sono, secondo te, i punti forti che legano a te i follower e che li spingono a considerarti una persona di riferimento per le loro scelte?

Quando guardo le analisi di Facebook e Google Analytics è molto chiaro che il mio pubblico è molto simile a me. Abbiamo gli stessi gusti – la maggior parte delle volte – quindi è ovvio che un po' io gli debba piacere per forza! :)

Ho un grande rispetto per chi mi legge e negli anni si è instaurato un bel rapporto tra me e i miei follower (anche se la parola follower non mi piace molto, preferisco chiamarli “gli amici del web”). Poi certo, sono sempre stati soddisfatti delle ricette che pubblicavo e molto partecipi in tutti gli altri miei racconti. È una reciproca simpatia, diciamo!

4 - Hai un punto di riferimento al quale ti ispiri per il tuo lavoro?

Vorrei dire che mi ispiro ai grani blog americani, ma la verità è che mi ispiro alla semplicità della vita quotidiana. Quello che cucino e che racconto viene semplicemente dalla mia vita e dai percorsi che seguo.

5 - E uno chef/pasticcere preferito?

Sono molto legata a Jamie Oliver e Nigella perché mi sono appassionata al cibo anche guardando quello che facevano loro. In Italia mi piace da morire Gianluca Fusto, un pasticcere-genio che ammiro tantissimo.

6 - Quali consigli daresti a chi desidera intraprendere il tuo percorso professionale?

Di non farlo per soldi, perché potrebbe essere frustrante non ottenere risultati immediati. Alla base ci deve essere la passione di condividere un percorso con un pubblico. Che sia un vasto pubblico o una piccola nicchia di persone non dovrebbe essere importante. Conta molto avere entusiasmo e farlo trasparire. Poi certo, ci vuole anche un pizzico di fortuna!

7 - Se fossi una farina Molino Grassi quale saresti e perché? 

Ho una grande passione per la farina Andina! Mi piace sperimentare sempre di più con farine alternative e sto ottenendo degli ottimi risultati. L'Andina è un po' tutto questo: ingredienti nuovi come la quinoa, tradizionali come il farro integrale. Un po' come me che sono molto legata alle tradizioni ma aperta a nuove influenze e suggestioni contemporanee.